LETTERA APERTA DI LEONARDO LIBERO.



Energia dal Sole - Giugno 2008

Il Periodico delle fonti di energia rinnovabili e pulite.

Editore: Greenfire Srl Unipersonale

V.le Giovanni XXIII, 10 - 29017 Fiorenzuola D’Arda (PC)

Tel. 340.0570049 redazione@energiadalsole.it www.energiadalsole.it

ANCORA SULL’ENEL

EREDITA’ DEL PASSATO CHE CONTINUA A FAR DANNI

Lettera aperta al Ministro dell’Economia

Signor Ministro Tremonti,

ho letto il Suo libro, non a caso intitolato “La paura e la speranza”, ed è per questo, più ancora che per il Suo ruolo nel Governo, se La ritengo il destinatario ideale di questa mia lettera, che è piuttosto una supplica. Nell’iniziare la quale devo partire da lontano.

L’Enel, nato monopolista e poi privatizzato solo in parte, è tutt’ora il residuo di quell’innesto di socialismo reale - la centralizzazione dei mezzi di produzione – che il Parlamento attuale credo non approverebbe, ma che fu inserito nella nostra economia nel 1962, quando Lei ritengo frequentasse il Liceo. Secondo attendibili notizie dell’epoca, alcuni promotori della nazionalizzazione elettrica, dalla quale l’Enel nacque, avrebbero in realtà avuto lo scopo di porre un freno allo sviluppo economico del paese.

Dal documento web della Fondazione Einaudi
http://www.fondazione-einaudi.it/Download/lezione%20Palumbo.doc,
risulta infatti che l’on.Riccardo Lombardi, socialista di sinistra, avrebbe in seguito ammesso che quella nazionalizzazione era stata pretesa dal suo partito (e accordata dal IV Governo Fanfani, n.d.r.) “ per mettere un bastone tra le ruote dell’economia capitalistica, prima che i suoi successi rendessero insostenibili le tesi socialiste”. Uno scopo perverso, se vero, ma sta comunque di fatto che da allora l’Italia ha avuto l’handicap di tariffe elettriche fra le più alte al mondo e che molti analisti economici internazionali hanno sempre indicato nella posizione dominante dell'Enel sul mercato elettrico - molto più che nella rinuncia al nucleare - il motivo di quell'handicap.

Le fonti storiche (come www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/m/m179.htm) collocano del resto nel 1953 l’inizio del cosiddetto “Miracolo economico italiano” e la sua fine nel 1963.

Negli ultimi 25 anni l’Enel – quantunque l’Italia riceva ogni anno dal Sole una quantità di energia 100 volte maggiore dei suoi consumi elettrici – ha dapprima ignorato lo sviluppo che l’utilizzo della conversione fotovoltaica stava avendo all’estero. In seguito, resosi conto dell’enorme “business” sottostante, ha opposto ogni possibile ostacolo a che altri operatori italiani ne traessero vantaggio. Il tutto senza scrupoli né vergogna come provano innumerevoli casi documentabili, dei quali ne cito due, uno clamoroso e l’altro “piccino”:
a)-
nel 1991-92, l’Enel ha affiancato il Gotha dell’alta finanza e il governo di allora nell’organizzare quel “regime Cip6” che ha sottratto alla promozione delle fonti rinnovabili la bellezza di 60.000 miliardi di Lire (!!!): una montagna di soldi fatti pagare ai cittadini a sostegno delle energie “pulite” e invece dirottata su energie “sporche” (in più di un senso); b)- nel 2001 esso si è fatto cogliere dall’Autorità per l’Energia a fare pesantemente la cresta sulle spese di allacciamento a rete dei generatori da fonti rinnovabili. Credo si possa senz’altro affermare che sia stato per il costante ostruzionismo dell’Enel, e per la truffa Cip6, se i maggiori produttori mondiali di materiali fotovoltaici sono nati non nel paese cosiddetto “del Sole”, ma in altri, anche freddi e piovosi; nei quali hanno creato decine di migliaia di posti di lavoro e miliardi di dollari di fatturato annuo. Questi alcuni numeri: 1 miliardo nel 1995, circa 13 nel 2006; proiezione stimata al 2030, oltre 300 miliardi annui; crescita annua del mercato fra il 20 e il 40 per cento. Non so davvero quale altro comparto abbia fatto o potrà far meglio.

Tutt’ora l’Enel continua a comportarsi come il suo dna monopolista gli suggerisce e con la spregiudicatezza che gli è abituale. L’ultima notizia al riguardo è arrivata con questo preoccupante comunicato-stampa:


FOTOVOLTAICO: ACCORDO ENEL- SHARP

Entro il 2011 luce dal sole per oltre 80 mila famiglie (ANSA) - ROMA, 15 MAG -

Accordo tra Enel e Sharp: entro il 2011 verranno realizzati in Italia campi fotovoltaici per soddisfare i consumi di oltre 80mila famiglie. L'accordo prevede la realizzazione di un impianto industriale in Italia per la produzione integrata di pannelli fotovoltaici basati sulla tecnologia esclusiva di Sharp, il film sottile a tripla giunzione e lo sviluppo e la realizzazione di nuovi campi fotovoltaici, da completare entro il 2011 per un totale di 161 megawatt di picco.

 Energia dal Sole

Il Periodico delle fonti di energia rinnovabili e pulite.

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La giapponese Sharp è oggi il secondo maggiore produttore di materiali fotovoltaici al mondo e fino al 2006 era stata il primo, arrivando a coprire da sola quasi un quarto dell’intera produzione mondiale. E’insomma un gigante del settore; proprio uno di quelli che ci sarebbero anche in Italia se l’ostruzionismo dell’Enel non lo avesse impedito. La notizia di un suo accordo con un’azienda italiana sarebbe perciò ottima, anzichè preoccupante, se solo si trattasse di un’azienda che non avesse come azionista di controllo il Tesoro, che non avesse una posizione dominante sul mercato elettrico, che non avesse di fatto un potere normativo sugli impianti elettrici né, di fatto, un potere discrezionale sugli allacciamenti a rete degli impianti altrui. E soprattutto che non esercitasse, come già ora esercita l’Enel, da una posizione tanto leonina, la vendita di impianti fotovoltaici, in concorrenza con quegli stessi operatori privati il cui lavoro esso ha ostacolato per vent’anni. Ovvio perciò che l’occupazione del settore da parte dell’Enel proceda a grandi passi, perfino sul piano del credito al consumo. Il colmo – documentabile - è infatti che (almeno) una nota banca nazionale conceda finanziamenti per impianti fotovoltaici solo se realizzati dall’Enel; cosa inconcepibile in un’economia che si pretende “libera”.

Quell’accordo comporta insomma il rischio, per dirla chiara, che una grande azienda straniera, alleandosi con l’Enel, miri a colonizzare il nostro paese dopo avervi distrutto, senza nemmeno ricorrere a dumping, quegli imprenditori e tecnici FV locali che oggi, con coraggio, stanno cercando di crescere. Rischio niente affatto peregrino e al quale ritengo tanto più sensibile Lei, onorevole Tremonti, che a pagina 39 di quel Suo libro ha riassunto gli effetti perversi della globalizzazione in queste poche e chiare parole “ l’Occidente esporta ricchezza e importa povertà”.

Occidente nel quale trovo assurdo comprendere il Giappone Al di là del tema energia solare, infine, mi permetto di farLe presente il pessimo concetto che il cittadino medio ha dell’Enel e che non può non influire sull’immagine del Governo, suo principale proprietario. In proposito mi sembrano eloquenti tre fatti. Il primo fatto è che cercando su Internet “Enel lamentele” si ottengono 42.500 risposte. Il secondo fatto è che l’Enel, di fronte a quel mare di lamentele informatiche, non ha trovato di meglio che sposare un’ipotesi di censura ad Internet (curare la febbre rompendo il termometro), come risulta da un articolo che è comparso su BOILER, rivista on line dell’Enel, e che comincia così:

«Una censura moderata del Web? Perché no»

intervista a GABRIEL WEIMANN

INTERNET viene sempre più sfruttata dalle organizzazioni terroristiche, che usano questo medium per aumentare esponenzialmente . . . . .

(http://magazine.enel.it/boiler/technology/technology0079.asp)

Il terzo fatto è che il 31 marzo scorso l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha accusato ben quattro società del Gruppo Enel di pratiche commerciali scorrette, come specifica questo lancio ANSA:

ROMA, 31 MAR -

L'Antitrust ha avviato un procedimento per pratiche commerciali scorrette contro quattro societa' del gruppo Enel. Lo rende noto il Garante. La decisione e' stata adottata dopo molte segnalazioni di consumatori spostati, “senza il loro assens”, dalla societa' del gruppo che opera in regime di “maggior tutela”, con prezzi cioe' stabiliti dall'Autorita' per l'energia, al fornitore del gruppo che opera invece sul mercato libero, con prezzi non regolamentati soggetti alle variazioni di mercato.

Un comportamento che non ha davvero bisogno di commenti.

Concludo con un caso personale, sia pure per il valore che esso può avere: non ricordo un solo convegno o dibattito sui temi di cui sopra, non organizzato dall’Enel - e ne ho visti tanti - al quale fosse presente un delegato dell’Enel. Devo ritenere che esso cerchi di evitare i confronti verbali diretti? Se così fosse, ne avrebbe ottimi motivi.

La ringrazio dell’attenzione, rimango a Sua disposizione per ogni ulteriore eventuale chiarimento e Le porgo i più cordiali saluti.

Leonardo Libero

26 maggio 2008

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